venerdì 18 novembre 2011

Kartell

Kartell è una delle più importanti aziende di mobili e oggetti di design del made in Italy, grazie alle suoi prodotti innovativi e ricercati in plastica.

L'azienda, fondata nel 1949 a Noviglio, in provincia di Milano, da un ingegnere chimico, Giulio Castelli, comincia la propria attività con la produzione di accessori per auto e casalinghi in plastica.

Il successo del marchio è iniziato in uno dei periodi più floridi per il design italiano, gli anni sessanta, ottenendo, poi, la consacrazione internazionale nel 1972, grazie ad una mostra presso il MOMA di New York dedicata all'arredamento made in Italy, con pezzi di Gae Aulenti, Ettore Sottsass e Marco Zanuso, che tuttora fanno parte della collezione permanente del museo.

Negli anni novanta, la Kartell da inizio ad una proficua collaborazione con designer di fama mondiale come Antonio Citterio, Ron Arad, Vico Magistretti, Philippe Starck e Piero Lissoni, fondando nel1999, addirittura un omonimo museo, che raccoglie oltre 1000 creazioni.

Il grande successo di Kartell è dato, sopratutto, dall'uso della plastica come materiale principale per i complementi di arredamento, utilizzata in un maniera del tutto originale e lavorata tramite tecnologie, che tradizionalmente, vengono applicate alla produzione industriale, che gli hanno fatto meritare numerosi premi internazionali, tra cui il più ambito, il Compasso d'Oro.

Tra gli oggetti di design più famosi e di maggior successo prodotti da Kartell, si annoverano: Maui di Magistretti, la sedia trasparente in soli due pezzi La Marie, le poltroncine Eros e la serie di sedie monopezzo a stampaggio rotazionale "Ghost" e Bubble di Starck, la libreria Bookworm di Ron Arad.

martedì 15 novembre 2011

Flou

Flou è la massima azienda per i complementi per la camera da letto, tutti rigorosamente firmati da grandi nomi del design.

Marchio amato in tutto il mondo sin dagli anni '70, basa la sua filosofia su alcuni concept semplici, ma importanti e su idee che hanno permesso all’azienda di nascere e diventare una delle massime espenenti del design made in Italy.

Nata nel 1978 da l'intuizione di Rosario Messina, assieme alla collaborazione di Achille, fin dal principio, Flou si caratterizza per i prodotti semplici, ma rivoluzionari.

Primo fra tutti, il letto Nathalie di Vico Magistretti, che ha reso l'azienda un brand di design universalmente conosciuto.

Flou ha visto riconosciuto il proprio valore diverse volte, ricevendo moltissimi premi, a decretare la qualità dei prodotti offerti, accessibili a tutti e dal design innovativo, che rendono protagonista la camera da letto.

venerdì 11 novembre 2011

Renzo Piano

Renzo Piano, è uno dei cardini dell'architettura moderna, per aver contribuito, più e più volte, a cambiarne le regole.

Dopo la facoltà di Architettura, frequentata sia a Firenze, che a Genova, per poi laurearsi nel 1964 al Politecnico di Milano, entra da subito in contatto con la vita del cantiere e la possibilità di esercitare la professione, tramite il padre costruttore, che lo aiuta a muovere i primi passi.

Grazie agli incontri con figure come Franco Albini, Marco Zanuso, Louis Kahn e Makowskj, comincia a sperimentare sulle strutture spaziali.

Dai qui inizia a delinearsi il tratto fortemente innovativo della sua architettura, segnato dalla continua ricerca di nuovi materiali e tecnologie.

Con la pubblicazione dei suoi lavori su due riviste di settore, Domus e Casabella e con il padiglione realizzato per la Triennale del 1966, arriva il successo di pubblico e la realizzazione di un padiglione all’Expo di Osaka nel 1969.

Durante questo periodo, Piano, si divide tra Stati Uniti e Inghilterra, in particolare, a Londra, conosce Richard Rogers, con cui apre lo studio Piano&Rogers.

L'incontro con Rogers, darà vita, tra il ’71 e il ’77, al Centre Pompidou, una delle sue opere più discusse e iconiche.

Dopo questa esperienza, apre uno nuovo studio, questa volta con Peter Rice, per poi, nel 1981, fondare la Renzo Piano Building Workshop con una sede a Genova e una Parigi.

Piano, durante la sua lunga carriera, è stato insignito dei più prestigiosi premi, tra i quali, il Pritzker nel 1998 e il Leone d’oro alla Carriera nel 2000, grazie alla realizzazione di opere di straordinario valore, che hanno dato un nuovo volto all’architettura contemporanea, tra cui lo stadio S. Nicola a Bari, l'aeroporto di Osaka, la Cité Internationale di Lione, il Museo della Scienza e della Tecnica ad Amsterdam, il ridisegno della Postdamer Platz a Berlino, la Banca Popolare di Lodi, il Design Center della Mercedes Benz a Stoccarda, l'Aurora Place a Sidney e la Telecom Tower a Rotterdam.

martedì 8 novembre 2011

Marc Sadler

Marc Sadler, è, senza dubbio, il mago del design high- tech.

In particolare, si differenzia dagli altri, per la progettazione di oggetti per il mondo sportivo, alcuni diventati addirittura iconici, come il Motorcyclist’s Back Protector, paraschiena disegnato per Dainese, che dal 1998 è esposto nella collezione permanente del MOMA di New York.

Sadler si laurea nel 1968 all'E.N.S.A.D. di Parigi, ma trova la sua vera “casa”, professionale e non solo, è Milano.

Eccelle nel campo dell'interior design, grazie a collaborazioni importanti con aziende internazionali di arredamento quali: Cassina, Tecno, Boffi, Flos, Fiam, Foscarini, Martinelli Luce, Caimi Brevetti, Graepel, Fabbian, Kartell e Magis, che gli fanno ottenere numerosi riconoscimenti tra cui due premi Compasso d’oro ADI, il primo nel '94 per la lampada Drop di Flos-Arteluce e nel 2001 per la piantana Tite e la sospensione Mite di Foscarini.

Il successo di Sadler, è dovuto alla capacità di saper unire le più diverse esperienze nel campo del design industriale, non guardando al passato, ma proiettandosi sempre verso il futuro.

Il suo lavoro, è caratterizzato da una forte sperimentazione, basata su nuovi materiali e processi produttivi, che gli hanno permesso, dal 2002, di diventare art director del gruppo American Standard.

venerdì 4 novembre 2011

Frank O. Gehry

Frank O. Gehry, nato come Frank Owen Goldenberg a Toronto in Canada, il 28 Febbraio 1929, è sicuramente uno dei più illustri architetti dell'epoca moderna, un decostruttivista, autore di alcune delle strutture più iconiche e discusse degli ultimi decenni.

Il concept che percorre l'intera vita professionale di Gehry, ha come principio, quello di andare, sempre e comunque, controcorrente rispetto al rigore, formale ed etico, dell’architettura del Movimento Moderno.

Per Gehry, le forme non devono essere necessariamente pure e i materiali non devono necessariamente nobili, anzi un esperienza architettonica deve essere dominata dalla frattura, dal caos e perchè no, dalla volgarità.

E' così che inizia a recuperare materiali poveri delle periferie urbane, costruire rete metallica e lamiera ondulata e trasferire nell’architettura, la ricerca del nuovo portato avanti dalla pop art.

Titanio, acciaio galvanizzato, cristallo termico ed pietra, sono i materiali più usati da Gehry, ne è un esempio una delle sue costruzioni più famose, il Guggenheim Museum di Bilbao.

Costruito fra il 1991 ed il 1997, il Guggenheim Museum di Bilbao è la punta di diamante della generazione dei nuovi musei sorti nel mondo dagli anni '90, facenti parte della cosiddetta Architettura-Scultura.

Tra le altre opere di Gehry: DG Bank a Berlino, sulla Pariser Platz, completato nel 2001, il Guggenheim Museum a New York, il complesso, l'Walt Disney Concert Hall di Los Angeles, Il Disney Ice ad Anaheim ed il Samsung Museum of Modern Art a Seul.

martedì 1 novembre 2011

Massimiliano Fuksas

Massimiliano Fuksas, è un uomo spiccatamente internazionale, sia dal punto di vista personale, che professione ed è, probabilmente, grazie a questo che oggi si trova ai vertici dell'architettura mondiale.

Nato da padre lituano e madre italiana e cresciuto tra Roma e Vienna, apre il suo primo studio professionale, ben due anni prima di laurearsi in architettura nel 1969.

Dopo un primo periodo di lavoro, in sordina, in Italia, si trasferisce in Francia, dove avviene la consacrazione a metà degli anni '80 e dove apre il suo primo studio internazionale, nel 1989 a Parigi, a cui fanno seguito quelli di Vienna nel 1993 e di Francoforte nel 2002.

Sessantottino puro, basa i suoi concept sull'idea dell'estetica al servizio dell'etica, principio alla base anche della Biennale Internazionale di Architettura di Venezia da lui diretta del 2000 e che si riflette pienamente sui suoi lavori, che comprendono, principalmente, opere pubbliche.

Sempre alla ricerca di nuove sperimentazioni e poco incline alle regole, ha ideato alcune delle opere simbolo dell'architettura contemporanea: il Polo Fiera Pero-Rho a Milano, il Centro di Ricerca Ferrari a Maranello, l’Agenzia Spaziale Italiana a Roma, il Centro Congressi Italia Eur a Roma, il Peace Center a Jaffa, su incarico di Simon Peres e Yasser Arafat, l’International Trade Center a Shangai, lo Shenzen International Airport, ottenendo numerosissimi riconoscimenti e insegnando la sua arte in moltissimeuniversità.

Da non dimenticare due delle sue collaborazioni più importanti: quella con Armani per gli store di Milano, Hong Kong, Shangai e Tokyo e quella con la moglie Doriana, iniziata nel 1985, è che ha dato alla luce una produzione di design per Alessi, Guzzini, Poltrona Frau e Luxy.

venerdì 28 ottobre 2011

Antonio Citterio

Antonio Citterio, non è una superstar e neanche un rivoluzionario, è semplicemente il massimo rappresentante dell'eccellenza del design italiano contemporaneo nel mondo.

Lo dimostra il suo carnet ricco di premi internazionali e due collezioni permanenti, una al MoMA di New York e l'altra al Beaubourg di Parigi.

Nel rispetto della tradizione milanese del design di formazione architettonica, il suo lavoro va “dal cucchiaio alla città”, incarnando perfettamente questo motto, con un curriculum che spazia dall'industrial design, fino all'arredamento per interni di lusso.

Laureato presso il Politecnico di Milano, nel 1972 apre il suo primo studio.

Nel 1987, dall'incontro con Terry Dwan, nasce una collaborazione che lo porta, fino al '96, a progettare edifici dall'Europa al Giappone.

Nel 1999, invece, con Patricia Viel, fonda la Antonio Citterio and Partners, con doppia sede a Milano e Amburgo e con un raggio di azione che va dall'architettura al design, dalla corporate image alla comunicazione.

Costruisce e arreda praticamente di tutto: stabilimenti, uffici, hotels, sia in Italia, che all’estero, come il Bulgari Resort di Bali nel 2006 o il Bulgari Restaurant and Cafè di Tokio l'anno dopo.

Si cimenta, sia nel campo dell’industrial design, lavorando per le più importanti aziende del settore come Ansorg, Arclinea, Axor-Hansgrohe, Aubrilam, B&B Italia, Flexform, Flos, Fusital, Guzzini, Iittala, Inda, Kartell, Maxalto, Sanitec Group - Pozzi Ginori, Simon Urmet, Technogym, Tre Più, Vitra, che in quello della moda, progettando e coordinando concept per Alberto Aspesi, Cerruti, Emanuel Ungaro, Stefanel, Zegna Sport, De Beers.

martedì 25 ottobre 2011

Philippe Stark

Philippe Stark, è la rock star dell'interior design, un genio creativo su scala mondiale, che ha ottenuto fama e fortuna, grazie ai suoi arredi belli e possibili, diventati, tutti nessuno escluso, oggetti del desiderio in brevissimo tempo.

Enfant prodige, a soli 20 anni è direttore artistico di Pierre Cardin e a 30, fonda la sua prima azienda. Il vero successo, però, arriva negli anni ’80, quando diventa il designer simbolo della Parigi di Mitterand, grazie ai suoi i progetti degli appartamenti presidenziali, del cafè Costes, dei club, delle boutique.

Dagli hotel design a Miami, Londra, New York, Tokyo, ai prodotti industriali per Alessi, Flos, Kartell, Driade, Cassina, con in mente, sempre e comunque, un unico scopo: avvicinare il design alla massa, oltrepassando la visione elitaria dello stesso.

Per questo, progetta ogni cosa possibile, spaziando dall’ideazione al packaging, senza porre limite all'inventiva: dalla pasta Panzani, alle calzature Puma, dalla moto Aprilia, agli orologi Fossil, dalla birra Kronenbourg, fino all’orsacchiotto Moulin Roty, ottenendo, così, un numero sconfinato di premi e riconoscimenti, oltre che di copertine patinate.

venerdì 21 ottobre 2011

Louis Ghost Kartell

Louis Ghost, è un oggetto di design elegante, capace di unirsi a qualsiasi ambiente, contesto abitativo o spazio collettivo.

Creata da Philipe Starck, per Kartell nel 2002, Louis Ghost, è una confortevole poltroncina in policarbonato trasparente e colorato, che prende ispirazione dallo stile barocco.

Infatti, il design di Louis Ghost, è liberamente ispirato al Luigi XV, corretto e rivisitato per stupire, emozionare, affascinare.

Louis Ghost, inoltre è risultato essere un coraggioso esempio d'iniezione del policarbonato in un unico stampo, materiale che, oltretutto, lo rende estremamente resistente, stabile e antigraffio.

Dunque, nonostante nome ed immagine, per così dire, evanescente, Louis Ghost è in realtà un oggetto di arredamento molto stabile e resistente, a prova di urto, graffio e persino di agenti atmosferici.

Un prodotto dal forte carisma, oltre che dal notevole appeal estetico, diventato in pochi anni, un oggetto cult, con eleganza ed ironia.

martedì 18 ottobre 2011

Charles B&BItalia

Un altro vero e proprio classico del design made in Italy è sicuramente il divano Charles.

Progettatto da Antonio Citterio, per la B&B Italia nel 1997, è diventato subito un best seller, grazie alla sua versatilità, data dalla combinazione di sedici diversi elementi, che permette molteplici le possibilità compositive.

Rivoluzionando il concetto di living, Charles è diventato il capofila di tutta una nuova generazione di divani, basati sull'innovativo concetto spaziale, ovvero un sistema con cui creare sempre nuove composizioni.

Charles, è adattabile a qualsiasi ambiente o arredamento, perchè modulabile, si evolve, cioè, per seguire le dinamiche dell’habitat domestico, grazie alle forme singole, lineari, angolari e addirittura a penisola, per collocarsi anche al centro dello spazio abitativo.

Estremamente contemporaneo e leggero, è provvisto di piano a seduta unico, con i cuscini liberamente appoggiati allo schienale e i piedini alluminio, che gli conferiscono il caratteristico aspetto,

Perfetto per durare nel tempo, il divano Charles, è stato recentemente aggiornato nella linea, grazie ad una nuova profondità, che lo rende, se possibile, ancor più confortevole.

venerdì 14 ottobre 2011

Tolomeo Artemide

Tolomeo, per usare una metafora presa in prestito dall'altra branca del design, quella della moda, è un po' il little black dress delle lampade: un pezzo dalla linea intramontabile, adatto ad ogni tipo di arredamento e ambiente.

Un elemento versatile, classico nella sua linea affusolata, moderno nell'idea di rilettura delle lampade a braccio del passato.

Tolomeo, nasce nel 1981, quando Michele De Lucchi e Giancarlo Fassina presentarono ad Artemide, un progetto che, in chiave moderna, riprendeva le classiche lampade da lavoro a molle, esplorando il concetto di tensione e movimento.

Pur essendo ispirata a modelli tradizionali, Tolomeo ha uno stile molto personale e innovativo, dato dai materiali di costruzione, dalle tecnologie applicate e dal design moderno.

Grazie a Tolomeo, la luce diventa direzionabile verso ogni angolazione in modo stabile, tramite un sistema di molle e tiranti, con il diffusore, che è completamente ruotabile ed è costruito in l’alluminio anodizzato.

Il meccanismo a molle, in particolare, è nascosto e si estende per tutta la lunghezza del braccio, che a sua volta, viene tenuto in tensione da un cavetto in mostra sopra al braccio stesso.

Ciò consente il mantenimento delle caratteristiche linee pure degli elementi portanti di Tolomeo: la leggerezza dei bracci, esili e lunghi e la sottile base d’appoggio.

La fonte luminosa, invece, è costituita da una lampadina ad incandescenza, spostabile anch'essa in varie direzioni, grazie ai lunghi bracci ad ampia apertura.

Tolomeo, è stata concepita per diversi tipi di utilizzo: con una base, un morsetto o un supporto fisso ottenendo così le diverse versioni a sospensione, a terra, a parete e faretto.

Il risultato finale, è una lampada che, in più di vent'anni, ha segnato il design del secolo scorso, esportando il talento e la genialità italiana, in tutto il mondo.

martedì 11 ottobre 2011

Nathalie Flou


Partorito dalla mente creativa di Vico Magistretti, nel 1978, lo stesso anno in cui è nata l'azienda commissionaria, la Flou, Nathalie ha incarnato, e incarna, un nuovo modo di concepire il letto, non solo dal punto di vista della tipologia, ma anche da quello della forma e della struttura.

Questo perchè, grazie a Nathalie, per la prima volta, letto, accessori e biancheria si integravano in tutt'uno.

Da qui ad essere considerato il simbolo del letto contemporaneo, il passo è breve.

Nathalie, è diventato il capostipite della cosiddetta categoria dei letti tessilli, caratterizzato dal rivestimento completamente in tessuto o in pelle e dai distintivi fiocchetti, ad ornare la testata.

Dunque, letto e biancheria, con Nathalie, si fondono, adattandosi, al contempo, ai diversi gusti della persona, ai diversi stili di arredamento e alle tendenze del momento, rimanendo, così, sempre attuale.

Infatti, negli anni, è diventato un vero e proprio passepartout, un complemento d'arredo unico e moderno, ma, al tempo stesso, caratterizzato da elementi classici, in poche parole, uno standard irrinunciabile per le case di tutto il mondo.

Con il passare del tempo, Nathalie ha subito diverse mutazioni, trasformandosi in un infinito insieme di soluzioni, che prevedono la possibilità di scegliere tra quattro tipi di basi e di piani di riposo, la testata può essere reclinabile, il rivestimento sfoderabile in modo da essere coordinato con la biancheria, la parte inferiore può trasformarsi in un contenitore, diventando così, iper personalizzabile, a seconda dei desideri, delle esigenze e delle abitudini di chi lo vive.

Ancora oggi, Nathalie rimane il punto di partenza di un nuovo modo di dormire, il prototipo del letto tessile: moderno, imbottito e sfoderabile.

Nathalie, si colloca al di sopra degli stili e delle mode, risultando perfettamente compatibile con ogni tipo di arredo, sia classico, che moderno.

giovedì 6 ottobre 2011

Sacco Zanotta


E' un pezzo di storia del design italiano nel mondo, l'emblema della seduta indipendente, grazie alla sua mancanza di struttura rigida, che le permette di adattarsi liberamente ad ogni bisogno di comodità, la leggendaria Sacco è venuta al mondo colorata, leggera e anticonformista.

Prodotta dall'azienda di design milanese Zanotta, è stata partorita dalla mente creativa del trio Gatti, Paolini e Teodoro, partendo dall'idea iniziale di creare un sacco a fagiolo, imbottito di palline di polistirene semi-espanso, leggero, facilmente trasportabile e che si potesse adattare a qualsiasi posizione che la persona a sedere va ad assumere.

La rivoluzione, chiamata semplicemente Sacco, parte nel 1968, quando i tre architetti torinesi Gatti, Paolini e Teodoro, arrivarono da Zanotta con un sacco, appunto, in Pvc riempito per tre quarti di palline di polistirolo e dal quel giorno ha avuto un'ascesa inarrestabile, che, ancora oggi non conosce stanchezza.

Con Sacco, per la prima volta, si ha una seduta senza struttura rigida, che segue i volumi e i movimenti del corpo, assecondando, cioè, le diverse posture e adattandosi, nella forma, a diverse proporzioni.

Un vero e proprio cult, un'icona del design più moderno, libero e minimalista, che ha riscontrato fama internazionale, diventando una delle massime espressioni della creatività italiana.

Sacco è diventata simbolo del design che non conosce barriere, capace non solo di superare i confini, ma di riscrivere le regole e di rappresentare un’intera epoca.

Si parla, in particolare, degli anni ’70 e la poltrona Sacco, diventava lo status symbol dell'élite intellettuale italiana, ottenendo anche la consacrazione televisiva, grazie alle disavventure lavorative del Giandomenico Fracchia di Paolo Villaggio.

Nel 1972 viene, addirittura, esposta al MoMa di NewYork e in seguito in altri prestigiosi musei d'arte moderna come: il Musee des Arts Decoratifs di Parigi, il Victoria & Albert Museum di Londra e il Museo del Design alla Triennale di Milano.

E ancora oggi, dopo più di quarant'anni, la poltrona Sacco, continua a riscuotere successo, anche tra le nuove generazioni, come ogni grande icona che si rispetti.

martedì 4 ottobre 2011

Il lampadario Falkland, disegnato da Bruno Munari nel 1964 per Danese, è stato creato in origine usando una maglia elastica tubolare, prodotta in un calzificio, che prende la sua ormai mitica forma, grazie all'inserimento di alcuni anelli metallici di diverso diametro.

La nascita della lampada è sintomatica dell'estro e del genio di Munari: coinvolgere una fabbrica di calze da donna, per la creazione di uno degli oggetti più conosciuti del design italiano, al mondo.

La lampada Falkland, nella sua confezione, si compatta in pochi centimetri, ma in sospensione è alta più di un metro e sessanta, con un diametro di quaranta, assumendo il suo caratteristico aspetto, detto "forma spontanea", per effetto della gravità.

Il design di Falkland, rappresenta perfettamente lo stile di Munari.

Un concept in senso globale, applicabile al piccolo, come al grande oggetto di arredamento, caratterizzato dalla ricercatezza delle strutture, pur rimanendo essenziali, minimali e di un'estrema semplicità formale.

Così come la Falkland, tutte le altre lampade progettate nei primi anni '70 da Munari, sono si compongono di una struttura interna portante e da esterna, che va a regolare il tipo di illuminazione.

Il lampadario Falkland è l'esempio più famoso di questo tipo di lampade, in cui l'unione tra le due parti, ne determina non solo la forma, ma anche il basso costo, la facilità di montaggio e la praticità di stoccaggio.

Il successo di questo oggetto cult e del suo creatore, è dunque dovuto alla sua semplicità e linearità, oltre che alla logica essenzialità della struttura.

venerdì 26 giugno 2009

Architettura fra la natura: l'ufficio nei boschi.

Splendida realizzazione che vale la pena citare "L'ufficio nei boschi": uno straordinario connubio fra architettura, design e natura messo in opera dagli architetti Jose Selgas e Lucia Cano (Salgas Cano Architects)

Non è nè il rifugio dei folletti, nè la casa delle fate, ma un vero e proprio luogo di lavoro, dove arredo, mobilio e teconologie formano un continuum fra uomo e natura: un panteismo che ritorna alle origini, rimanendo fortemente ancorato alla realtà moderna, una sintesi perfetta di cose animate e inanimate. Surrealismo, futurismo e ambientalismo fanno da padroni.

Si tratta di un lungo ufficio a forma di tunnel coperto da una finestra trasparente in plastica acrilica sottile appena 20 millimetri: interamente immersa nella natura l'architettura realizzata dal gruppo Salgas Cano che lascia sgomenti per bellezza e semplicità.


La luce entra in modo splendido e naturale,senza mediazioni: l’ombra è garantita da un muro opaco, spesso 11 centimetri e realizzato con strati di poliestere e fibra di vetro.
Per mantere fresca la temperatura interna, una delle ‘estremità’ dell’ufficio è collegata ad un sistema di puleggie, che abbassa e alza una lastra di vetroresina come un enorme ventaglio a mano che pompa aria.

Un posto mistico, quasi a richiamare l'ascesi, la meditazione e l'esperienza eremitica dell'uomo saggio.